“Vediamo che sei arrivato al termine della vita umana, hai su di te cento o più anni: suvvia, fa un bilancio della tua vita. Calcola quanto da questo tempo hanno sottratto i creditori, quanto le donne, quanto i padroni, quanto i clienti, quanto i litigi con tua moglie, quanto i castighi dei servi, quanto le visite di dovere attraverso la città; aggiungi le malattie, che ci siamo procurati con le nostre mani, aggiungi il tempo che giacque inutilizzato: vedrai che hai meno anni di quanti ne conti. Ritorna con la mente a quando sei stato fermo in un proposito, quanti pochi giorni si sono svolti così come li avevi programmati, a quando hai avuto la disponibilità di te stesso, a quando il tuo volto non ha mutato espressione, a quando il tuo animo è stato coraggioso, che cosa di positivo hai realizzato in un periodo tanto lungo, quanti hanno depredato la tua vita mentre non ti accorgevi di cosa stavi perdendo, quanto ne ha sottratto un vano dispiacere, una stupida gioia, un’avida bramosia, una piacevole discussione, quanto poco ti è rimasto del tuo: capirai che muori anzitempo”. (De brevitate vitae)
oggi mi è presa così...baci
Da cinque anni, nel mese di agosto, ospito Dimitri, un ragazzino bielorusso, per fargli perdere il 20% delle radiazioni che accumula in un anno a casa sua. Lui ha una famiglia "normale": babbo, mamma, un fratello, quattro maiali, una mucca, un campo di patate. Anormale è la sua tiroide, il suo soffio al cuore, la sua denutrizione. In casa sua entrano € 50 al mese (metà ne escono per la vodka del babbo). Va a scuola, è bravino ma svogliato, vende le patate al mercato e di inverno si riempie di geloni. Siamo stati all' Ikea. Avevo bisogno di un paio di ceste di vimini per finire il mobile della televisione. Mi sono vergognata abbastanza. Mi sono vergognata tantissimo quando siamo arrivati al reparto "camerette da bambini". Ma cosa ti ho fatto vedere? Mi dispiace, Dima. Non posso prometterti che non lo farò più. Ma cosa pretendi da un paese che fa la pubblicità al cibo per gatti e cani? Scusami.
Tra due giorni compio trent'anni. E' tempo di bilanci, un po' come quando si arriva all'ultimo dell'anno. Un bilancio fatto bene contempla entrate e uscite, guadagni e perdite, dare e avere (come dice sempre daniele!). Ce ne vuole per uscire dai primi quindici anni tutti in perdita... ora credo di essere in pareggio.
baci
Da ieri sono ufficialmente pendolare; porretta-pistoia per dodici giorni. Ieri ho anche letto il mio primo libro da pendolare, Vergogna di Coetzee. Una lama, non un libro. Mi ha tagliuzzato per due ore. Ma ho vinto io. Da leggere, in due ore di treno.